Ristrutturazione, il cambio di sagoma equivale a nuova costruzione – orte di cassazione nella sentenza n.20718/2018 depositata il 13 agosto 2018

Per nuova costruzione si deve intendere non solo la realizzazione a fundamentis di un fabbricato ma anche qualsiasi modificazione nella volumetria di un fabbricato precedente che ne comporti l’aumento della sagoma d’ingombro.

La sopraelevazione costituisce, a tutti gli effetti, nuova costruzione, così come anche il solo rifacimento di un tetto quando comporti l’aumento delle superfici esterne e dei volumi interni, pur se dei piani sottostanti.

Lo ha ribadito la Suprema Corte con l’Ordinanza n. 20718 del 13 agosto 2018 con la quale ha rigettato il ricorso in cassazione avverso una sentenza di appello che aveva confermato l’arretramento del fabbricato dell’appellante principale fino alla distanza prevista dalle norme sulle distanze tra edifici del PRG comunale.

La Cassazione ha ribadito un principio più volte evidenziato per cui ai fini dell’applicazione della normativa codicistica e regolamentare in materia di distanze tra edifici, per nuova costruzione si intende non solo la realizzazione a fundamentis di un fabbricato ma anche qualsiasi modificazione nella volumetria di un fabbricato precedente che ne comporti l’aumento della sagoma d’ingombro, in tal guisa direttamente incidendo sulla situazione degli spazi tra gli edifici esistenti, e ciò anche indipendentemente dalla realizzazione o meno d’una maggior volumetria e/o dall’utilizzabilità della stessa a fini abitativi. In tal senso, la Corte ha ripetutamente ritenuto che la sopraelevazione, appunto, costituisca, a tutti gli effetti, nuova costruzione, così come anche il solo rifacimento di un tetto quando comporti l’aumento delle superfici esterne e dei volumi interni, pur se dei piani sottostanti.

In definitiva, in materia di distanze, la nozione di “nuova costruzione” comprende qualsiasi opera che comporti ampliamento della originaria volumetria.

Da ricordare che il D.P.R. n. 380/2001 (c.d. Testo Unico dell’Edilizia) non prevede alcuna definizione di sagoma la cui determinazione può essere ricercata all’interno delle numerose pronunce giurisprudenziali che parlano di “conformazione planovolumetrica” della costruzione ed il suo “perimetro verticale ed orizzontale”, ovvero il contorno che viene ad assumere l’edificio, ivi comprese le strutture perimetrali con gli aggetti e gli sporti.

Conseguentemente se vi è un errore è esclusivamente addebitabile ai tecnici che molte volte provano a forzare la mano e espongono i propri clienti a situazioni pericolose sia in abito penale che civile.

Testo integrale dell’Ordinanza n. 20718 del 13 agosto 2018

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