ADOZIONE E REVOCAZIONE DELLA DONAZIONE – ADOZIONE SPECIALE

Molte volte l’operatore giuridico è chiamato a doversi affacciare ad un mondo pieno di dubbi e incertezze, purtroppo non sempre il legislatore è intervenuto in modo completo a legiferare una determinata materia, tampoco la giurisprudenza non è ancora stata chiamata a dover decidere in merito, ancor di più se parliamo di materie di diritto di famiglia che sono in continua evoluzione per la modifica dei costumi e la maggior tutela dei minori senza distinzione di figli naturali, legittimi e adottivi.

Al riguardo si andrà ad analizzare la possibilità da parte di un genitore, che abbia donato un immobile di rilevante valore prima dell'”adozione speciale” di un figlio, di revocare tale atto di liberalità per sopravvenienza di figlio MINORE.

L’art.803 cc prevede espressamente che: “ Le donazioni fatte da chi non aveva o ignorava di avere figli o discendenti al tempo della donazione, possono essere revocate per la sopravvenienza o l’esistenza di un figlio o discendente del donante. Possono inoltre essere revocate per il riconoscimento di un figlio, salvo che si provi che al tempo della donazione il donante aveva notizia dell’esistenza del figlio.”

l’art. 803, attribuisce al donante il diritto di revocare le liberalità precedentemente compiute al fine di permettere la reintegrazione del patrimonio familiare nell’interesse dei figli sopravvenuti; le esigenze di tutela della prole prevalgono sul principio di irrevocabilità della donazione;

l’adozione di minori è, inoltre, caratterizzata dall’inserimento nella famiglia di definitiva accoglienza e dal rapporto con i genitori adottivi, i quali, assumendo la responsabilità educativa del minore adottato, divengono titolari dei poteri e dei doveri che caratterizzano la posizione dei genitori nei confronti dei figli;

ciò implica il pieno inserimento del minore nella comunità familiare adottiva e l’obbligo dell’adottante di mantenere, istruire ed educare l’adottato così come è previsto per i figli dall’art. 147 cod. civ. (richiamato dalla L. n. 184 del 1983, art. 48);

per giurisprudenza consolidata la possibilità di agire per la revocazione è dalla legge subordinata ad un duplice presupposto: negativo il primo, legato al fatto che il donante, nel momento della donazione, non avesse o ignorasse di avere figli o discendenti legittimi; positivo il secondo, alternativamente costituito: a) dalla sopravvenienza, o dalla intervenuta conoscenza dell’esistenza, di un figlio o di un discendente legittimo del donante, cui vanno equiparate la sopravvenienza della legittimazione del figlio naturale, che ai sensi dell’art. 280 cod. civ. attribuisce la qualità di figlio legittimo, e la sopravvenuta adozione, quantomeno quella dei minori prevista dalla legge 4 maggio 1983, n. 184, poiché l’adottato acquista lo stato di figlio legittimo degli adottanti (art. 27 della legge stessa);

in relazione all’adozione speciale che attribuisce all’adottato lo status di figlio legittimo, si concludere per la operatività della revocazione in relazione ai figli adottivi speciali (minori) e per la non operatività per la adozione (ordinaria) delle persone maggiori d’età.

Si riporta un importante pronunciamento dal quale prendere fondamento l’evoluzione dottrinale fondamento del presente articolo.

Cass. civ. Sez. II, 04/05/2012, n. 6761 (rv. 622266)

DONAZIONE

DONAZIONE  –  Revocazione  – Per sopravvenienza di figli – In genere – “ratio” dell’istituto – Correlazione agli obblighi di mantenimento, istruzione ed educazione, verso la prole – Ambito di applicazione – Sopravvenienze rilevanti –  Adozione  legittimante – Inclusione –  Adozione  ordinaria – Esclusione – Fondamento – Conseguenze – Questione di illegittimità ex art. 3 cost. – Manifesta infondatezza

La  revocazione  della  donazione  per sopravvenienza di figli risponde all’esigenza di consentire al donante di riconsiderare l’opportunità dell’attribuzione liberale a fronte della sopravvenuta nascita di un figlio, o della sopravvenuta conoscenza della sua esistenza, in funzione degli obblighi di mantenimento, istruzione ed educazione, che derivano da tale evento, come anche dall’ adozione  del minore d’età ex art. 27 della legge n. 184 del 1983; pertanto, la  revocazione  della  donazione  non è consentita per sopravvenuta  adozione  del maggiore d’età, la quale è finalizzata non a proteggere la prole, ma ad assicurare all’adottante la trasmissione del nome e del patrimonio (“adoptio in hereditatem”), essendo, quindi, manifestamente infondata la questione di illegittimità dell’art. 803 cod. civ., in riferimento all’art. 3 Cost., nella parte in cui non prevede la  revocazione degli atti di liberalità per sopravvenienza di figli adottivi maggiorenni. (Rigetta, App. Roma, 20/04/2010)

 

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