Valore della testimonianza della vittima anche nel Giudizio Abbreviato

Molte volte la parte offesa si domanda ma quanto valgono le dichiarazioni rese nell’atto di querela/denuncia?

Prima di tutto va precisato che sono l’inizio dell’avvio dell’indagine, senza di quelle difficilmente verrebbero perseguiti determinati reati perché di impossibile cognizione degli inquirenti e/o ancor di più perché reati procedibili esclusivamente su querela di parte;

assunta l’importanza e il necessario passo della querela, va detto che le dichiarazioni della vittima di un reato possono essere assunte anche da sole come fonte di prova per la condanna dell’imputato ove sottoposte ad un vaglio positivo di credibilità oggettiva e soggettiva: tale controllo, considerato l’interesse di cui la persona offesa è naturalmente portatrice ed al fine di escludere che ciò possa comportare una qualsiasi interferenza sulla genuinità della deposizione testimoniale, deve però essere condotto con la necessaria cautela, attraverso un esame particolarmente rigoroso e penetrante, che tenga conto anche degli altri elementi eventualmente emergenti dagli atti.

Corte di Cassazione – sez. III Penale, sentenza 30 settembre – 6 novembre 2014, n. 45920 Presidente Squassoni – Relatore Scarcella

Maggiormente importanti sono le dichiarazioni della persona offesa nel GIUDIZIO ABBREVIATO:

Giudizio abbreviato – Utilizzabilità della querela come mezzo di prova

(cod. proc. pen.: artt. 336 e segg., 433, 442; cod. pen.: artt. 120 e segg.)

— Ai fini della decisione del giudizio abbreviato, la querela può essere utilizzata come mezzo di prova anche in relazione al suo contenuto, in quanto la scelta dell’imputato di procedere con tale rito alternativo rende utilizzabili tutti gli atti, legalmente compiuti o formati, che siano stati acquisiti al fascicolo del pubblico ministero (Sent. n. 46473, Sez. V, dell’11-11-2014).

Si può aggiungere con fermezza che la giurisprudenza ha più volte affermato che con la richiesta di giudizio abbreviato l’imputato accetta che rientrino nel novero delle risultanze probatorie utilizzabili per la decisione di merito, tutti gli atti di indagine acquisiti prima della proposizione della richiesta.

Cass., sez. VI, 15 febbraio 1993, Barlow, in Cass. pen., 1994, p. 2467.

 

 

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